Beach Tennis

Il tennis da spiaggia (beach tennis all’estero) è uno sport ideato e sviluppatosi in Italia, derivato dal gioco dei racchettoni.

Storia

Il tennis da spiaggia fu inizialmente praticato a cavallo tra gli anni settanta e ottanta, quando i bagnanti della Riviera romagnola ebbero l’idea di usare i campi da beach volley per giocare a racchettoni; inizialmente si giocava con la rete da pallavolo, poi la si abbassò a 1,70 m, per rendere il gioco meno difficile e più spettacolare. Il tennis da spiaggia fu a lungo considerato solamente un gioco per turisti e in quanto tale privo di regole particolari, finché nel 1996 il dott. Giandomenico Bellettini fissò le regole odierne del tennis da spiaggia.

Varietà di gioco

Sulle spiagge italiane sin dai primi anni del Novecento si giocava con il tamburello. Dopo la seconda guerra mondiale, è iniziata la pratica di un gioco con racchetta con il piatto in legno o plastica al posto delle corde, simile a quella da paddle tennis; attualmente i materiali più usati nella costruzione delle racchette sono la vetroresina, il carbonio, la grafite e il kevlar. Oltre ai primi giocatori italiani, anche israeliani e brasiliani furono tra i pionieri di questo sport. Il tennis da spiaggia è considerato dal CONI sport agonistico dal 2011 ed è regolamentato all’interno della Federazione Italiana Tennis.

La FIT organizza tornei non solo a livello nazionale: nel 2010 ha organizzato i Mondiali presso il Foro Italico di Roma in concomitanza con gli Internazionali d’Italia. Inoltre ha dato inizio all’iter che ha come obiettivo il riconoscimento del tennis da spiaggia come sport olimpico a partire, almeno in forma dimostrativa, da Londra 2012. L’aver dato regole certe e durature a questo sport e una federazione forte alle spalle ha dato visibilità a questa disciplina al fine di ottenere sponsorizzazioni. Facile da giocare per tutti, il tennis da spiaggia diventa estremamente difficile e spettacolare a mano a mano che cresce il livello dei giocatori. Per emergere nel beach tennis occorre un buon rapporto con l’attrezzo, riflessi e velocità sulla sabbia. L’equilibrio fra queste doti porta a far emergere giocatori con caratteristiche fisiche che privilegiano la reattività a discapito della pura potenza.

Regole di gioco

Il gioco si pratica su un campo di sabbia lungo 16 m e largo 8 m per il doppio, lungo 16 m e largo 4,5 m per il singolo. L’altezza dal suolo della rete divisoria è 1,70 m al centro.

La racchetta è lunga massimo 50 cm e il suo piatto è largo massimo 30 cm con uno spessore massimo di 3,5 cm,la sua superficie deve essere liscia anche se sono consentiti “fori” per alleggerire l’attrezzo. La palla è molto simile a quella da tennis ma leggermente depressurizzata.

I giocatori devono battere e ribattere la palla sempre al volo. La successione del punteggio di un gioco è: 15-30-40-vittoria senza i vantaggi. Non esiste la seconda palla di servizio, per cui l’errore in battuta concede un 15, così come il fallo di piede. Relativamente all’importanza o alla specialità un incontro consiste in set di 7 o 6 giochi con tie-break oppure al meglio di 3 set, oppure si può disputare un unico set al meglio di 9 giochi, se si decide di fare set ai 6 giochi si procede o al tie break o si continua uno dei due giocatori non vince con uno scarto di 2 giochi. È pratica comune l’auto-arbitraggio ossia ogni squadra arbitra il suo campo anche in tornei di alto livello a esclusione alcune volte delle finali o partite di una particolare importanza.

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Ci si può drogare di cose buone..
ed una di queste è certamente lo sport
Alex Zanardi - Ex Pilota
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