Tennis

Il tennis è uno sport che vede opposti due giocatori (uno contro uno, incontro singolare) o quattro (due contro due, incontro di doppio) in un campo diviso in due metà da una rete alta circa un metro dal terreno.
I giocatori utilizzano una racchetta, come se fosse il prolungamento del braccio, al fine di colpire una palla. In passato le racchette avevano un telaio in legno, successivamente in leghe leggere, ora in grafite pura o mista a kevlar, fibra di vetro, tungsteno o basalto, con una corda monofilamento o multifilamento congiunta in diversi punti del telaio in modo da formare una rete.
Lo scopo del gioco è colpire la palla per far sì che l’avversario, posto nell’altra metà del campo da gioco, non possa ribatterla dopo il primo rimbalzo (l’obbligo del primo rimbalzo è solo in risposta alla palla messa in gioco dalla battuta dall’avversario, nelle altre fasi del gioco è consentito ribatterla anche al volo) o che battendola finisca con mandarla fuori il campo.

Non solo forza fisica e precisione bastano per poter giocare a tennis, fondamentale, soprattutto se lo sport è praticato a livello agonistico, è il fattore mentale. Non per niente la maggior parte dei giocatori e delle giocatrici che sono nella “top ten” mondiale sono seguiti da uno psicologo oltre che da un allenatore che si occupa dei colpi in campo e da un preparatore atletico. Viene per questo considerato uno degli sport più difficile nonché faticoso del mondo. Un buon giocatore si distingue per la sua completezza in 4 fattori diversi: fisico, tecnico, tattico e mentale. L’ultimo è probabilmente il più complicato da allenare, in quanto solo giocando tanti match si impara a gestire la tensione, le proprie sensazioni e le proprie emozioni. A livello amatoriale è divertente e crea sempre un po’ di competizione.

Storia

Origine antica ed etimologia:

L’origine del tennis potrebbe essere individuata o in giochi appartenenti alla cultura grecoromana o in un gioco praticato dai Longobardi (poi denominato pallacorda), che, precedentemente giocato colpendo la palla con il palmo della mano coperto da un guanto, già nel XV secolo adottava la racchetta.

Evoluzione del regolamento:

L’inglese Walter Clopton Wingfield stabilì che un primo regolamento nel 1875 dando al gioco il nome di sphairistike; l’anno successivo si diffondeva negli Stati Uniti . La regolamentazione definitiva è del 1888 quando si costituì l’associazione tennistica inglese. In Italia il tennis fu introdotto assieme al football nel 1880 in Liguria. Nel 1894 fu fondata la Federazione italiana, ma rimase sempre uno sport d’élite almeno fino al dopoguerra.

Fondamentale per lo sviluppo del gioco fu la decisione del 1883 di dimezzare l’altezza della rete. Nel 1895 si svolse il primo campionato italiano per tennisti. Nel 1896 il tennis fu inserito nel programma dei primi Giochi olimpici moderni e vi restò sino al 1924 quando fu eliminato quindi riammesso nel 1988. Nel 1900 fu contesa la prima Coppa Davis ossia il trofeo che spetta annualmente alla squadra nazionale campione mondiale: la nazionale italiana vinse questo trofeo nel 1976; per le nazionali delle tenniste annualmente si disputa la Fed Cup che è stata vinta dalla nazionale italiana nel 2006, nel 2009, nel 2010 e nel 2013.

Nel 1883 iniziarono le prime sfide tra professionisti in esibizioni di singolar tenzone e dopo si organizzarono regolarmente tornei professionistici che poi annualmente culminavano nei campionati professionali di tennis e nel 1968 la federazione internazionale accettò il professionismo per tutti i tornei. Il primo campo da tennis in Italia fu quello di Bordighera (Liguria).

Nel 1986 iniziarono periodici controlli antidoping di giocatori professionisti e arbitri. Il materiale dei telai delle racchette è passato dal legno al metallo per arrivare all’attuale materiale sintetico e le corde intrecciate che un tempo erano in budello animale sono poi state sostituite dal nylon o da altri materiali sintetici.

Popolarità in Italia:

In Italia un aumento della popolarità del tennis si verificò grazie a Nicola Pietrangeli poi negli anni settanta-anni ottanta, per i successi conseguiti da Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli che, evitando una propagandistica strumentalizzazione politica sull’opportunità che l’Italia disputasse la finale di Coppa Davis nel Cile governato dal generale Augusto Pinochet, conquistarono (1976) la prima Coppa Davis per l’Italia (impresa
mai raggiunta, neppure negli anni sessanta da Pietrangeli, Orlando Sirola, Beppe Merlo e Fausto Gardini, sconfitti nella finale di Sydney del 1960 ed in quella di Melbourne del 1961 dall’Australia).

Evoluzione della racchetta:

Questo sport ha subìto comunque una completa rivoluzione con l’utilizzo delle racchette di grafite, inizialmente furono adottate quelle in leghe di metallo, ma davano molte vibrazioni dopo ogni colpo. Rispetto alle racchette di legno, che furono utilizzate fino agli anni ottanta, le nuove, per via della loro straordinaria leggerezza e del piatto corde molto più uniforme, sono risultate essere un discreto vantaggio per i tennisti meno dotati tecnicamente perché le nuove racchette perdonano più facilmente anche impatti con la palla non perfetti e soprattutto quelli dotati di più potenza a causa della leggerezza.

Dalla fine degli anni ottanta il fattore fisico iniziò a contare pesantemente e per questo tra i giocatori più vincenti degli ultimi vent’anni troviamo moltissimi difensori o attaccanti da fondo campo come Ivan Lendl, Mats Wilander, Jim Courier, Andre Agassi con le notevoli eccezioni rappresentate da quei campioni capaci di sommare una straordinaria tecnica a un’altrettanto straordinaria potenza come Pete Sampras e gli attuali Roger Federer ed Andy Murray.

Regolamento:

Gli incontri si suddividono in partite (in inglese set); in base ai tipi di torneo gli incontri sono al meglio delle 3 o 5 partite; un set, o partita, è costituito da 6 o più giochi. Dal 1976 se i giocatori sono sul punteggio di 6-6, quando il regolamento del torneo lo prevede, si disputa un gioco decisivo, in Inglese tie-break, per conseguire la vittoria sul 7-6, eccetto in genere che nel quinto set. In particolare, sono solo cinque i tornei che utilizzano il sistema dei 3 set al meglio di 5 (e solo a livello maschile) ovvero i tornei del Grande Slam e la Coppa Davis e di questi solo
lo U.S. Open prevede il tie-break al quinto set.

Al punto di un giocatore i punti vengono assegnati nella successione di “15”, “30”, “40”, “vittoria” corrispondenti ad una successione di quattro punti conquistati. Se i giocatori si trovano sul punteggio di 40 – 40, consegue la vittoria del game chi si aggiudica due punti consecutivamente. Nel tie-break, invece, vengono assegnati punti nella normale successione numerica (1, 2, 3, 4, …): si aggiudica il gioco decisivo chi per primo realizza 7 punti, con uno
scarto minimo di due punti (ad esempio 7-5, 8-6, ecc.).

Per vincere un gioco così come per vincere una partita un giocatore deve superare l’avversario sempre di almeno 2 punti; quindi il risultato di una partita può essere: 7-6 (tie-break), 7-5, 6-4, 6-3, 6-2, 6-1 o 6-0. Nel doppio questa regola è stata sostituita dal killer point (punto decisivo), il punto vincente sul pareggio: chi realizza il primo punto, in situazione di parità, vince il gioco.

L’origine del punteggio 15 – 30 – 40 non è certa ma si pensa abbia radici medievali e francesi. Una possibile spiegazione è basata sulla presenza di un orologio sul campo. Un movimento di un quarto della lancetta (una per giocatore) veniva fatto dopo ogni punto e il risultato passava da 15 a 30 a 45 ed un giro completo significava “gioco”. Poi, per motivi di giocabilità, è stato introdotto il “vantaggio”, perciò il terzo punto venne spostato in posizione “40”, e non più
“45”, che venne assegnato, appunto, al vantaggio.

Moviola in campo:

Dal 2005 è stata introdotta dall’ITF la possibilità, per qualsiasi torneo ufficiale riconosciuto, di installare sui campi da gioco la moviola, chiamata in inglese Hawk-Eye (occhio di falco) o anche “challenge”: questo è uno strumento utilizzato per verificare, tramite replay successivo al punto appena concluso, se la chiamata del giudice di linea (il quale segnala quando la palla esce dal campo prima del primo rimbalzo) sia corretta. La richiesta per l’utilizzo dell’Hawk-Eye deve essere effettuata immediatamente dal tennista interessato e convalidata dal giudice di sedia, il quale ha anche la facoltà (quasi mai utilizzata) di rifiutare la chiamata qualora ritenesse che questa sia solo un pretesto per perdere tempo e recuperare fiato. Ogni tennista ha a disposizione tre chiamate per ogni set più una in supplemento per un eventuale tie-break.

Schema metrico di un campo da tennis:

Il rettangolo di gioco ha le seguenti dimensioni: 23,76-23,78 m x 10,97 m, compresi i corridoi laterali che sono larghi 1,37 m e sono validi solo nelle partite di doppio. La rete divisoria ha un’altezza di 0,914 m al centro e 1,07 m ai pali di sostegno che devono trovarsi a 0,914 m fuori dal campo. Da ciascun lato della rete le linee a essa parallele sono distanti 6,40 m; subito dopo 5,49 m sono tracciate le linee di battuta. Ai lati e al fondo del campo di gioco vi dev’essere spazio sufficiente per i movimenti del giocatore: rispettivamente di 3,65 m e 6,40 m per le gare internazionali e 3.05 m e 5,50 per le gare nazionali.

Le cifre decimali che esprimono le misure del campo riflettono il fatto che il regolamento del gioco è stato fissato nei paesi anglosassoni, dove è in uso il piede come unità di misura della lunghezza.

Palla da tennis:

La palla è in gomma rivestita da uno strato di feltro, ha un diametro compreso tra 6,54 cm e 6,86 cm[2] con un peso compreso tra 56,0 g e 59,4 g[3]; negli incontri dei tornei professionistici si usano sempre palle nuove che vengono cambiate dopo 7 giochi dall’inizio dell’incontro e poi ogni 9 giochi disputati (il motivo per cui si cambiano le palline per la prima volta dopo 7 giochi consiste nel fatto che esse vengono in parte consumate anche durante i palleggi preliminari all’incontro). L’incontro è diretto da un arbitro (o giudice di sedia) coadiuvato da giudici di linea e un giudice di rete.

La ripetizione della battuta (“Let”):

Chi serve deve far rimbalzare la palla entro il rettangolo di campo situato a rete sul lato in cui si trovi l’avversario. Si hanno due possibilità prima che il punto venga assegnato al suo avversario. Esiste però un’eccezione: se la palla rimbalza nel rettangolo giusto ma tocca prima il nastro bianco che delimita la superficie della rete, il servizio può essere ripetuto senza intaccare le due possibilità appena dette. La prima battuta di ogni game si effettua dalla parte destra del campo del giocatore battente mentre la successiva sulla sinistra, l’altra ancora sulla destra e così via in maniera alternata.

I colpi fondamentali:

Nelle scuole di tennis, i maestri iniziano sempre con l’insegnare 4 colpi:

  • il dritto
  • il rovescio
  • la battuta o servizio
  • il colpo a volo o volée

Il dritto: per dritto si intende il colpo piazzato quando la palla viene colpita alla destra del giocatore (o alla sinistra nel caso di tennisti mancini) dopo il rimbalzo. Originariamente si conoscevano due tipologie diverse di diritto (il lungolinea o l’incrociato). Oggi grazie ai progressi tecnologici nelle racchette e nel loro equilibrio, ma soprattutto ai progressi fisici degli atleti è sempre più frequente il colpo di diritto aperto con traiettoria ad uscire, detto diritto anomalo quando si cerca il lungo/linea dalla parte del rovescio aggirando la palla, e inoltre il “diritto stretto” quando si cerca la traiettoria ad uscire mandando la palla nell’area di servizio.

Il rovescio: per rovescio invece, si intende il colpo piazzato quando la palla viene colpita alla sinistra del giocatore (o alla destra in caso di tennisti mancini). Esso può essere effettuato impugnando la racchetta con una mano o con due mani (con la mano debole che contribuisce al movimento e a dare maggior forza alla palla). Il rovescio ad una mano è considerato stilisticamente più corretto, mentre quello a due mani, sebbene ritenuto appunto inelegante e scorretto, è ormai molto più diffuso e venne introdotto nel tennis da Björn Borg e Jimmy Connors, che a sua volta lo trasmise alla generazione dei giovani tennisti americani come Andrè Agassi e Jim Courier, e da lì fino alla generazione attuale.

La battuta o servizio: la battuta deve essere effettuata dal giocatore fermo oltre la linea di fondo del campo di gioco e se un giocatore tocca questa linea con un piede commette fallo di piede perdendo 1 punto; il giocatore dispone di 2 battute consecutive, sbagliandole entrambe consegna il punto all’avversario per “doppio fallo”. La battuta si esegue di solito lanciando con mano la palla verso l’alto ma si deve tirare con la racchetta verso l’altra parte del campo. Una buona battuta è un requisito fondamentale per chi voglia avere la meglio sull’avversario. Spesso la debolezza di un giocatore inizia proprio con una battuta poco efficace. La palla può essere alzata in varie posizioni.

Il colpo a volo o volée: la volée si effettua colpendo la palla al volo, ovvero prima che rimbalzi nel proprio campo. La palla va colpita solo quando ha già superato la rete: se si colpisce quando è ancora al di là della rete, si commette fallo di invasione. Allo stesso modo, si commette fallo di invasione se si tocca la rete (con la racchetta o con il corpo) prima che il punto sia concluso. La volée può essere effettuata sia di dritto che di rovescio

Tornei

Tornei del Grande Slam:

  • Australian Open
  • Open di Francia
  • Wimbledon
  • US Open

Attualmente i tornei dei circuiti professionali sono prevalentemente gestiti dalle associazioni dei giocatori professionisti ossia Association of Tennis Professionals (ATP) e delle colleghe ossia Women’s Tennis Association (WTA) e dalla federazione internazionale di tennis, International Tennis Federation (ITF), che gestisce direttamente la Coppa Davis, la Fed Cup, il Torneo Olimpico di tennis, i tornei del cosiddetto Grande Slam e le competizioni giovanili
internazionali. Le specialità sono:

  • singolo, singolare o individuale quando si affrontano 2 atleti o atlete; questa è considerata dagli appassionati la specialità più importante e difatti il tennis è generalmente ritenuto uno sport individuale.
  • doppio quando si affrontano 4 atleti o atlete divisi in coppie di 2 concorrenti dello stesso sesso.
  • doppio misto quando si affrontano coppie di 2 concorrenti di sesso diverso.

Per i tennisti l’importanza dei tornei corrisponde, dopo i tornei del Grande Slam e le Olimpiadi, a categorie definite così in lingua inglese:

  • ATP World Tour Finals
  • ATP World Tour Masters 1000
  • ATP World Tour 500 series
  • ATP World Tour 250 series
  • ATP Challenger Tour
  • ITF Men’s Circuit (dal montepremi di 10.000 o 15.000 USD) – Gestiti esclusivamente dall’ITF
  • Satellites (dal montepremi di 25.000, 50.000 e 75.000 USD) – Gestiti esclusivamente
    dall’ITF (ormai estinti)

Per le tenniste le categorie, dopo i tornei del Grande Slam, sono così definite:

  • Tornei WTA International
  • Tornei WTA Premier, che hanno sostituito le 5 categorie Tier I, Tier II, Tier III, Tier IV e Tier V !
  • tennis
Lo sport ha bisogno di progettazione, innovazione, impegno costante. La fatica non è mai sprecata: soffri ma sogni.
Pietro Mennea - Atleta
mennea